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Sebino Express, il treno storico del Lago d’Iseo

La prima ferrovia turistica d’Italia: con il Sebino Express verso il Lago d’Iseo attraversando la Franciacorta.

Linea percorsa a maggio 2025.

Negli ultimi anni, i viaggi in treno storico sono diventati delle esperienze diffuse e apprezzate un po’ in tutto il nostro Paese: non c’è Regione che non possa vantare uno o più itinerari panoramici da percorrere a bordo di un antico convoglio d’epoca, magari trainato da una sbuffante locomotiva a vapore. Pochi sanno però da dove tutto questo abbia avuto inizio. Trent’anni anni fa, prima ancora che gli Enti locali, gli operatori turistici e le stesse FS facessero proprie queste iniziative, i protagonisti di questo mondo erano soltanto due: un binario di dieci chilometri lungo il fiume Oglio, da Palazzolo a Paratico-Sarnico, e un gruppo di volontari determinati a non farlo scomparire. Su quel binario per il Lago d’Iseo, a trentacinque anni di distanza, viaggia tutt’ora il Sebino Express: il primo treno turistico d’Italia.

Verso la bergamasca

Il Sebino Express parte oggi da Milano con destinazione Paratico-Sarnico. È uno dei numerosi itinerari in treno storico che, quasi tutte le domeniche da Aprile a Novembre, consentono di riscoprire, in modo inconsueto e affascinante, i laghi e delle città storiche della Lombardia. L’iniziativa è voluta e finanziata dall’ente regionale e curata dalla Fondazione FS Italiane – l’istituto per il patrimonio storico delle FS – con il supporto a bordo dell’Associazione FTI- Ferrovie Turistiche Italiane, i cui volontari, come vedremo tra poco, furono i veri pionieri di questa attività.

Saliamo a bordo del convoglio d’epoca che, come tutti treni storici delle FS, è composto in prevalenza dalle mitiche carrozze Centoporte degli anni 1928 e successivi. Alle 8.20 si parte in direzione Lago d’Iseo, trainati da un locomotore elettrico d’epoca: in coda al treno c’è già la locomotiva a vapore, che assumerà più avanti la trazione del convoglio. Il percorso attuale del Sebino Express è in realtà una deviazione rispetto a quello classico via Bergamo, che rimarrà non praticabile per alcuni anni a causa dei lavori di rifacimento della stazione nel capoluogo orobico.

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Il rustico interno delle carrozze Centoporte.

Giunti a Rovato, sganciamo l’elettrico e invertiamo la marcia, proseguendo a tutto vapore verso Palazzolo sull’Oglio. In questa stazione si dirama un ramo secondario lungo dieci chilometri, che subito piega di novanta gradi a nord scendendo di quota e iniziando a seguire il corso del fiume Oglio: è la storica ferrovia Palazzolo-Paratico. Proprio qui, nel 1994, ebbe inizio in Italia il movimento per il recupero a scopo turistico delle ferrovie dismesse.

Il treno in partenza da Palazzolo.

Treno e territorio, una storia che dura dal 1994

La storia è questa. Nei primi anni Novanta, la bretella Palazzolo-Paratico era priva di traffico viaggiatori già da tempo: le littorine avevano infatti cessato di trasportare passeggeri verso il Sebino nel 1966, in conseguenza del taglio di massa dei “rami secchi” operato dalle FS durante il boom della motorizzazione privata. Resisteva però ancora un residuo servizio merci, rappresentato da assali ferroviari destinati alle acciaierie di Lovere, con una particolarità unica in Europa. Gli stabilimenti si trovavano infatti sulla punta nord del lago, mente Paratico sorge proprio all’imbocco sud, dove questo si richiude a formare il fiume Oglio. Per raggiungere le acciaierie i carri merci proseguivano fino alle sponde del lago e venivano imbarcati su chiatte tramite una coppia di pontili sollevabili. Le chiatte raggiungevano quindi Lovere trainate “a grappolo” da un rimorchiatore, in un rarissimo esempio di trasporto combinato ferro-lacuale.

Tale servizio sarebbe cessato di lì a pochi anni; eppure questa linea, che in pochi chilometri attraversa il Parco Regionale dell’Oglio e i rinomati vigneti della Franciacorta, racchiudeva in sé una varietà di paesaggi troppo preziosa per cadere in abbandono. Fu così che, nel 1991, un manipolo di volontari organizzò sulla tratta uno sperimentale treno storico a vapore, il primo a trasportare passeggeri dopo ben venticinque anni di chiusura. Il successo di pubblico fu tale che, a partire dal 1994, l’iniziativa divenne stabile: si costituì a Palazzolo l’associazione “Ferrovia del Basso Sebino”, divenuta in seguito l’odierna “FTI – Ferrovie Turistiche Italiane“, che, nelle domeniche della bella stagione, iniziò a effettuare con regolarità treni speciali su questi binari. Ogni anno, migliaia di turisti, appassionati e semplici visitatori tornarono così a percorrere quella che era divenuta la prima ferrovia turistica d’Italia.

Il viaggio oggi sul Sebino Express

I tempi sono ormai cambiati: sulla scia dell’esempio di FTI, il modello della Palazzolo-Paratico è stato esportato in tutta Italia dalla stesse FS tramite la Fondazione FS Italiane, che dal 2014 ha raggruppato sotto un’unica regia tutte le preesistenti iniziative amatoriali. Da alcuni anni, come detto, vi è inoltre Regione Lombardia a contribuire e promuovere il progetto, con il calendario dei treni storici che si è esteso a fino a includere svariati itinerari in tutto il territorio lombardo, di cui il Sebino Express è ovviamente quello di punta.

Il Sebino Express in corsa tra Palazzolo e Paratico.
Foto di Giorgio Stagni, da stagniweb.it (CC BY-SA 3.0)

Mentre il treno esce sbuffando da Palazzolo, imboccando il binario della linea per Paratico, il personale di FTI racconta con passione ai viaggiatori la fortunata storia di questa linea e dei territori da essa attraversati. Intanto, fuori dal finestrino, scorre alla nostra destra il pittoresco paesaggio della Franciacorta, con campi e vigneti puntellati qua e là da qualche vecchio cascinale. La denominazione di questa zona è attestata sin dal 1277 e secondo l’ipotesi più accreditata deriverebbe dal latino curtes francae, “corti franche”, perché le comunità di monaci benedettini che qui producevano il vino erano esonerate dal pagamento dei tributi.

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Il treno si fa strada tra i vigneti della Franciacorta.

Per quanto breve sia il tragitto – un quarto d’ora appena – lo scenario cambia in fretta e non smette mai di affascinare: in breve tempo infatti i vigneti finiscono, e il treno attraversa ora un tratto in trincea, più boscoso e quindi in ombra, con cui scende praticamente al livello del fiume Oglio, finalmente visibile sulla sinistra. Transitiamo accanto alla traversa fluviale, inaugurata nel 1933 per regolare la portata delle acque e consentirne la ripartizione ad uso irriguo.

Paratico e Sarnico, tra storia e natura del Sebino

All’ora di pranzo siamo finalmente arrivati a Paratico-Sarnico, laddove in realtà Paratico e Sarnico sono due cittadine distinte, site sulle sponde opposte del lago e collegate da un ponte nel punto esatto in cui questo ridiventa fiume. A dirla tutta il treno non raggiunge nemmeno più la storica stazione all’ombra dei pini: il vecchio sedime ferroviario, da qui fino all’ex imbarcadero, è stato infatti adibito a parco e percorso pedonale; il Sebino Express termina quindi la corsa presso un nuovo capolinea, arretrato di qualche decina di metri.

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La locomotiva gruppo 740 degli anni ’20 in sosta a Paratico.

Proprio a lato dei binari c’è una sala espositiva, dove è possibile visitare un plastico dello scalo di Paratico così come si presentava negli anni Sessanta, ancora in piena attività, incluso l’imbarco su chiatte dei convogli merci. E dopo averlo visto in scala ridotta, nulla di più istruttivo che recarsi a piedi sul luogo reale: basta seguire le tracce di rotaie lasciate a scopo simbolico lungo il suddetto percorso pedonale, avvicinandosi al bel lungolago ricco di aree verdi e ancora più godibile con il bel tempo. In pochi minuti si arriva così ai due pontili ferroviari, tutt’ora preservati a testimonianza di quell’epoca.

I pontili ferroviari, un tempo usati per l’imbarco dei carri merci.

Altra attrazione che val la pena visitare, nelle immediate vicinanze della stazione, è il Bosco dei Taxodi: una piccola area protetta, creata proprio sulle acque del lago, dedicata alla conservazione della flora e della fauna locale, tra cui l’omonima specie di piante acquatiche. Da qui si ha inoltre una splendida vista sul lago che piega verso nord, scomparendo tra le Prealpi che fanno da estrema propaggine alla Valle Camonica.

…e in futuro?

Nel pomeriggio, non è raro che semplici curiosi si avvicinino al treno per poterlo visitare anche da fermo. Mentre la locomotiva fa rifornimento d’acqua nelle mani attente degli accudienti, lo staff di FTI è lieto di coinvolgere i visitatori raccontando storie, aneddoti e curiosità sulle antiche vetture che compongono il treno. Tutto è rimasto come un tempo: tendine damascate, rustiche panche di legno, antichi comandi del riscaldamento, perfino gli avvisi d’epoca che mettevano in guardia circa le possibili sanzioni per chi “sporca o insudicia” gli ambienti interni: curiosamente, la multa per aver danneggiato una vettura era più salata nel caso questa fosse di prima classe o di lusso!

In composizione c’è anche un bagagliaio convertito al trasporto biciclette: parallela alla ferrovia corre infatti la pista ciclabile Palazzolo – Paratico, e sono sempre numerosi i viaggiatori che, saliti a Milano con la propria bici, decidono di scendere a Palazzolo per proseguire verso il lago sulle due ruote.

Il prossimo obiettivo di Fondazione FS è un Sebino Express con carrozze panoramiche interamente scoperte, per godere al meglio dei paesaggi di questo bellissimo angolo di Lombardia senza neanche un tetto sopra la testa. Ci auguriamo che questa attrazione, molto diffusa all’estero sulle ferrovie turistiche, venga presto resa disponibile anche al nostro pubblico; è bello osservare come la Palazzolo – Paratico, a distanza di trent’anni dal suo recupero, continui ad essere una fucina di idee per nuove iniziative di turismo ferroviario da replicare in tutta Italia.

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Informazioni Utili

Treno storico Sebino Express

Tratta: Milano Centrale – Palazzolo sull’Oglio – Paratico-Sarnico, Lombardia.

Durata del viaggio: circa 3 h in ciascuna direzione.

Periodo di servizio: da aprile a ottobre in date prestabilite, vedi calendario sul sito ufficiale.

Vettore e tipo di treno: treno storico con locomotiva a vapore e carrozze “Centoporte” anni ’30 e “Corbellini” anni ’50, della Fondazione FS Italiane.

Tariffe: € 12.00 sola andata, € 24.00 andata e ritorno.

Info e biglietti: Fondazione FS Italiane, fondazionefs.it. Biglietti in vendita anche su canali Trenitalia: sito trenitalia.com, app, biglietterie ed emettitrici automatiche. Posti limitati. La prenotazione non è obbligatoria, ma la vendita direttamente a bordo è subordinata alla disponibilità di posti.

Trasporto biciclette: consentito gratuitamente, in apposito bagagliaio attrezzato. Per maggiori informazioni consultare le condizioni di trasporto.

Accessibilità PRM: il treno storico non è generalmente accessibile a PRM, per assistenza e informazioni consultare le condizioni di trasporto.

Cosa vedere: Lungolago di Paratico e Sarnico, Bosco dei Taxodi, centri storici dei due paesi, ciclabile Palazzolo-Paratico.

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