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Ferrovia Genova-Casella, il treno delle tre valli

La ferrovia Genova-Casella è un ponte tra il Mar Ligure e l’Appennino, da percorrere a venticinque all’ora a bordo di un treno d’epoca.

Prosegue la nostra gita ferrotranviaria su e giù per le alture di Genova. Stavolta ci lasceremo alle spalle la costa per addentrarci nell’Appennino ligure, viaggiando a bordo di un trenino che per i locals è un’istituzione: la mitica Ferrovia Genova-Casella.

Un treno d’epoca in servizio quotidiano

Eccoci nel primo pomeriggio alla stazione di Piazza Manin, punto di partenza della FGC, a circa un chilometro (e molte rampe di scale!) da Brignole FS. Mentre aggrediamo a morsi la fügassa che costituisce il nostro rancio, ovviamente sulle panchine con vista binari, ci chiediamo se avremo la fortuna di viaggiare su una delle vetture d’epoca che la ferrovia Genova-Casella conserva circolanti. Particolarità unica di questa linea a scartamento ridotto è infatti quella di aver raccolto, dal secondo Dopoguerra, una quantità notevole di motrici e carrozze dismesse da altre ferrovie secondarie italiane, man mano che queste venivano chiuse durante il boom della motorizzazione privata. E può appunto capitare – senza troppo preavviso, e qui sta il bello – che alcune di esse siano impiegate anche per effettuare delle corse ordinarie di tutti i giorni.

Le nostre aspettative non vengono deluse: ecco che si accosta al marciapiede l’elettromotrice storica A2. La targa del costruttore recita “Società Italiana Carminati & Toselli, Milano, 1929 “, con tanto di indicazione “Anno VII” dell’era fascista. Questa motrice è sì coeva della ferrovia Genova-Casella, ma in realtà è ligure solamente d’adozione: proviene infatti dalla dismessa ferrovia della Val di Fiemme, che fino al 1963 collegava Ora con Predazzo in Trentino-Alto Adige. Conoscendo molto bene quella zona delle Dolomiti, avendovi trascorso diverse estati, trovo incredibile poter salire sul trenino di Fiemme a oltre sessant’anni dalla sua “scomparsa” da casa, trovandolo funzionante in tutt’altra parte d’Italia.

ferrovia genova casella
L’elettromotrice A2 del 1929

In tempi più recenti, un accurato restauro ha riportato l’A2 alle condizioni originali di fine anni ’20, con i suoi rustici interni in legno e l’elegante livrea panna e turchese. Gli appassionati del luogo, che ce l’hanno segnalata in servizio proprio oggi su questa corsa, ci hanno azzeccato.

Gli interni di terza…
…e di prima classe!

Val Bisagno, i Forti e il mare

Prendiamo posto sui divanetti in velluto rosso della prima classe, tanto il biglietto costa uguale a prescindere dalla sistemazione! La motrice si mette in moto e inizia a risalire le colline che contornano Genova, percorrendo un binario tutto curve che guadagna quota in modo costante. In poco tempo superiamo i palazzoni di periferia e si apre sulla nostra destra una vista meravigliosa sul Mar Ligure: stiamo costeggiando la Val Bisagno, la prima delle tre vallate che la linea attraversa in soli 24 chilometri di percorso. Non è quindi un caso che questa ferrovia abbia ricevuto il soprannome di “treno delle tre valli”.

ferrovia genova casella
Lo spettacolo del paesaggio mediterraneo in Val Bisagno

La parte iniziale del tragitto è, senza dubbio, la più spettacolare. Numerosi sono infatti i viadotti e le gallerie in pietra con cui la ferrovia cerca di adattarsi alla morfologia collinare. Sul crinale svettano le torri dei Forti Genovesi, collegati da un celebre itinerario di trekking molto apprezzato tra gli escursionisti; itinerario che tra l’altro si può raggiungere anche con il trenino, scendendo ad esempio alla fermata di Campi.

ferrovia genova casella
Uno dei numerosi viadotti della prima parte di percorso

Il treno avanza fra i pini marittimi, sempre più radi man mano che l’altitudine cresce, mantenendo l’ineguagliabile velocità di ben 25 (venticinque) chilometri orari. È evidente che la ferrovia Genova-Casella non si possa certo definire un mezzo di trasporto rapido, e questo si deve in larga parte al tracciato assai tortuoso e con forti problemi di dissesto idrogeologico. L’instabilità di questi versanti è sempre stata – ed è tutt’ora – causa di innumerevoli problematiche per questa ferrovia, tra frane, smottamenti e voragini che hanno costretto più volte all’interruzione del servizio per mesi o addirittura anni.

Val Polcevera, verso l’entroterra

La ferrovia prosegue ora verso l’interno, allontandosi dal mare. Raggiunta un’altitudine di circa 370 m.s.l.m., improvvisamente il binario “scollina” con una galleria e fa il suo ingresso in alta Val Polcevera. Incontriamo tante piccole stazioni poste a servizio dei vari paesini abbarbicati sulle colline, tutte frazioni del comune di Sant’Olcese. Il paesaggio è diventato decisamente appenninico, coperto da una vegetazione folta e verdissima. L’elettromotrice, senza alcuna vettura al traino, accelera e frena a strattoni; dalla porta semiaperta della cabina riusciamo a vedere il macchinista che ruota un grosso timone metallico. Si tratta del controller per modulare la corrente che arriva ai motori, una caratteristica tipica delle macchine con equipaggiamento TIBB – Tecnomasio Italiano Brown Boveri, leader dell’epoca nella trazione elettrica ferroviaria e tranviaria.

Piccoli borghi dell’alta Val Polcevera

Alcune fermate sono veramente ridotte all’osso, una tettoia con panchina e un praticello come marciapiede. La nostra motrice azzurra si inerpica su per i tornanti costeggiando il fianco della montagna, ora più boscoso, ora più roccioso. La linea raggiunge il proprio culmine presso il valico di Crocetta d’Orero, a quota 458 m. s.l.m., dove si trova un mini-museo dedicato alla ferrovia e gestito dall’Associazione Amici della FGC. Noi però proseguiamo in treno: superato il passo, la linea scende ora verso il fondo della Valle Scrivia.

Casella e la Valle Scrivia

Pur avendo guadagnato negli anni una moderata notorietà, la ferrovia Genova-Casella conserva intatto il proprio fascino di tranquilla ferrovia di campagna, frequentata più che altro da abitanti del luogo, tra cui diversi genovesi alla ricerca di un luogo al fresco dove trascorrere il weekend. Il transito del treno, qui, è solo un piccolo avvenimento che scandisce la quotidianità, senza rompere quel senso di pace che si avverte scendendo anche solo un attimo a una delle fermate.

Un momento simbolico, ad esempio, è sfilare accanto a una trattoria e vederne gli avventori, seduti a tavola, salutare il treno con la mano. In effetti, se dovessi descrivere questo viaggio con una metafora, penserei proprio ad un gita in campagna con l’immancabile pranzo in compagnia; magari in uno di quei ristoranti rimasti fermi agli anni Ottanta, con le tovaglie a scacchi, il carrello dei dolci e il menù ritoccato a penna. Insomma, uno svago domenicale un po’ demodé, dal sapore dolceamaro e appena appena decadente, ma non per questo meno in grado di appagare.

ferrovia genova-casella
Casella Paese: una tranquilla stazioncina di campagna

Siamo ormai alla fine del nostro viaggio. Giunta a Casella Deposito, dove ci sono le officine della ferrovia, l’anziana motrice A2 deve invertire la marcia per imboccare l’ultima discesa verso il capolinea. Quest’ultimo tratto, curiosamente, si svolge in piena sede stradale, con il binario annegato nell’asfalto lungo una viuzza laterale del paese. In pratica, chi abita qui si ritrova un passaggio a livello proprio sul cancello di casa! Superato il ponte sull’ampia fiumara dello Scrivia, il treno fa il suo ingresso nella stazione di Casella Paese. Dove, a dirla tutta, non c’è molto da vedere; tempo quindi di una sosta, una bibita fresca, e subito rientreremo a Genova.

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Informazioni Utili

Ferrovia Genova-Casella

ATTENZIONE: a novembre 2025 la linea è chiusa e sostituita con bus per lavori di manutenzione straordinaria, fino a data da destinarsi.

Tratta: Genova (stazione Piazza Manin) – Casella.

Durata del viaggio: 1 h in ciascuna direzione.

Periodo di servizio: tutto l’anno, giornaliero.

Vettore e tipo di treno: treni ordinari di AMT – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova. Occasionalmente si impiegano treni storici con elettromotrici e carrozze degli anni ’20.

Tariffe:

  • € 4,50 corsa singola, € 9,00 andata e ritorno.
  • È valido il pass giornaliero MET Daily (costo € 10,00) che include l’intera ferrovia Genova-Casella e tutti i mezzi AMT nella Città Metropolitana di Genova.

Info e biglietti: Sito ufficiale della Ferrovia Genova-Casella, ferroviagenovacasella.it. Biglietti in vendita online o direttamente in stazione. Nessuna prenotazione richiesta.

Trasporto biciclette: consentito solo sulle corse segnalate in orario, che prevedono l’apposita vettura attrezzata, acquistando un ulteriore biglietto di corsa semplice.

Accessibilità PRM: i treni non sono facilmente accessibili a PRM per la presenza di gradini alti, ma l’assistenza è disponibile secondo quanto indicato qui. Disponibile su richiesta una vettura con sollevatore.

Cosa vedere: Forti genovesi, Museo della FGC di Crocetta d’Orero.

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